mercoledì 18 luglio 2007

Money



















Money
Get away
You get a good job with good pay and you're okay
Money
It's a gas
Grab that cash with both hands and make a stash
New car, caviar, four star daydream
Think I'll buy me a football team

Money
Well, get back
I'm all right Jack
Keep your hands off of my stack
Money
It's a hit
Don't give me that do goody good bullshit
I'm in the high-fidelity first class travelling set
I think I need a Lear jet

Money
It's a crime
Share it fairly
But don't take a slice of my pie
Money
So they say
Is the root of all evil today
But if you ask for a raise
It's no surprise that they're giving none away

"HuHuh! I was in the right!"
"Yes, absolutely in the right!"
"I certainly was in the right!"
"You was definitely in the right. That geezer was cruising for a bruising!"
"Yeah!"
"Why does anyone do anything?"
"I don't know, I was really drunk at the time!"
"I was just telling him, he couldn't get into number 2. He was asking why he wasn't coming up on freely, after I was yelling and screaming and telling him why he wasn't coming up on freely. It came as a heavy blow, but we sorted the matter out"


( Pink Floyd / Dark side of the moon 1973 )


Avanti e indietro
Dare e ricevere
Scambi quotidiani
Pagamenti regolari e ingiusti
Italiani, popolo di poeti, marinai ed evasori
“ È giusto! Dobbiamo pagare le tasse, altrimenti il sistema Italia non andrà mai per il verso giusto! ”
E subito dopo il sentimento evasore torna alla ribalta.
RIFORMA
CONTRORIFORMA
E CONTRO CONTRORIFORMA
( c’è sempre un metodo…)
Pane al pane e vino al vino
Tutti con la moglie ubriaca e le botti piene
Pane amore e fantasia!
Tanta fantasia!
Ci fottiamo a vicenda e pensiamo che è colpa di questo e di quello.
Andiamo avanti!
Avanti!
“Chi si ferma è perduto!” …e infatti poi lo fermarono…
Quanti soldi…
Ma non sono mai nostri
Poi ho pensato
Avevo una matassa
Ne ho fatto un bel gomitolo colorato, mi sono compiaciuto e un senso di vuoto mi ha assalito.
Ho cominciato a sfilacciare tutto
È vero che la felicità non è quel che si ha, e soprattutto i soldi non fanno la felicità ( senza bigottismo )
L’importante è dare il giusto valore alle cose, il che non è sempre facile ( ecco perché mi perdo…)
Maledetto surrealismo!
I soldi se non li hai ne senti il peso, ma ci vuole molto cervello per goderseli.
Le idee sono la vera ricchezza, non hanno prezzo, sono la base dei miei sogni e l’orizzonte che mi guida lungo i tramonti e le albe.
Lo so. Ne sono certo. Starò sempre lì ad inseguire queste linee che si colorano in lontananza.
Muoio un po’ di più se mi fermo.
Adesso vado a caccia di filosofi, santoni e superuomini per ammazzarli a colpi di niente.
A colpi di vuoti inspiegabili. A colpi di sorrisi semplici. Brucio tutto quello che c’è sulla strada.
Rimarrà solo oro, perché non si fonde con il resto.

Lazing on a Sunday afternoon

I go out to work on monday morning
Tuesday I go off to honeymoon
Ill be back again before its time for sunnydown
Ill be lazing on a sunday afternoon
Bicycling on every wednesday evening
Thursday I go waltzing to the zoo
I come from london town
I’m just an ordinary guy
Fridays I go painting in the louvre
I’m bound to be proposing on a saturday night
There he goes again
Ill be lazing on a sunday lazing on a sunday
Lazing on a sunday afternoon

( Queen / A night at the opera 1975 )

L’estate si porta via la primavera
Il calore mi sfinisce, ma non è quello…
Le strade sono vuote
Il bar mi fa compagnia un po’
Poi passano giuria giudice e giustiziere
La giustizia non è potuta venire, aveva una brutta allergia respiratoria
Il ghiaccio gira nel bicchiere
Suona il vetro vuoto
Canta la gola asciutta
Fischia un desiderio
Luglio mi sta passando un po’ noioso
Lo stress si fa sentire, credo…
Mi pizzica l’orecchio mentre l’occhio si distrae
Come si fa a sciupare questa felicità?
Come si fa a confondere se stessi con gli altri?
Meglio alzarsi
Mi faccio capire anche senza parole
Anzi, non ho bisogno di spiegare nulla
Come si fa poi a spiegare a chi fa domande diverse dalle tue risposte?

L’estate si porta via un po’ di cose
________un po’ di me,
__________________ un po’ di te,
___________________________________un po’ degli altri…

In autunno ci siederemo tranquilli aspettando la deriva e le sue magiche chincaglierie
Gusci vuoti e pietre lisce e luccicanti
Bellezze d’altri luoghi e brezze piene di sapori
Quiete plumbea e volti più amabili
Ciò che l’estate non può capire
Ciò che l’estate non sa e l’autunno restituisce

domenica 8 luglio 2007

Daydream nation ( Buongiorno rock & roll )

Domenica mattina 8 Luglio 2007, ore 5.45
Appena di ritorno a casa dal concerto dei Sonic Youth di Ostia Antica.
Ieri pensavo “ questa gioventù sonica ha più di 50anni, e non sembra stanca di suonare, di mettere in scena il proprio inferno, al suono di feedback e rumori, diavoli elettrici che graffiano l’anima con distorsioni inpossibili, e bambini con le ali che cercano il volo intrappolati in corpi invecchiati male, saltano e volteggiano al ritmo di tamburi impazziti ...”

“ tutto questo è magnifico ma per un attimo sembra non avere senso ”

Buongiorno al rock & roll
Con caffé e sigaretta per colazione
Tutto questo è magnifico e trova il senso nella scossa che mi da
Perché anch’io sono un suono
Un’ onda
Sono ritmo
Sono rock & roll
La musica non è fine a se stessa
Adesso ha un senso
Daydream Nation
Sogno ad occhi aperti
E mi sento bene
Soprappensiero
E non è per niente male
I nostri mondi surreali si intrecciano e creano la realtà
Buongiorno rock & roll
Adesso ha un senso

venerdì 6 luglio 2007

L’angolo morto


Le nostre vite in parallelo
Scegliamo o forse ci illudiamo di scegliere
Le cose accadono perché devono accadere
Senza fatalismi
Alcuni treni passano veloci
Altri non arrivano mai
Altri li perdiamo di vista
Ci superano in un attimo
Li sentiamo arrivare
Ci voltiamo ma non vediamo nulla
E sono già avanti a noi
Colpa dell’angolo morto
Nel momento esatto del sorpasso guardiamo nella direzione opposta
KO
OKKO
KOOK
OK

L’amore è un tarlo


L’amore è un tarlo e noi siamo il legno
Non ce ne accorgiamo
Lui comincia a lavorare con la nostra materia
La nostra essenza
E ci sentiamo strani
Anche più leggeri
In realtà ci toglie pure la linfa vitale
Genera vuoto
Viviamo d’aria
Confondiamo il vuoto con lo star bene
Si, è bello sentirsi così leggeri
Ma il tarlo purtroppo non conosce le parole per sempre
E se ne va
E ci lascia lì a morire
Ormai veramente svuotati di tutto
E leggeri cadiamo in un tonfo di polvere
Polvere dorata
La nostra materia senza volontà e forza
Il tempo passa
E rimane argento come cenere

Ti amo ti amo ti amo
Mi consumi mi consumo
Ti amo ti amo ti amo e mi sento di vivere
Ti amo ti amo ti amo e mi sento il vuoto che mi risucchia in una vertigine ineluttabile
Ti amo ti amo ti amo e mi sento di morire
Vertigine
Uno sbuffo di polvere
Immagino il tonfo ma non sento nulla


E caddi come corpo morto cade
( Dante Alighieri )

mercoledì 4 luglio 2007

Niente da capire




Le stelle sono tante, milioni di milioni,
la luce dei lampioni si confonde con la strada lucida.
Seduto o non seduto, faccio sempre la mia parte,
con l'anima in riserva e il cuore che non parte.
Però Giovanna io me la ricordo ma è un ricordo che vale dieci lire.
E non c'è niente da capire.
Mia moglie ha molti uomini,
ognuno è una scommessa perduta ogni mattina nello specchio del caffè.
Io amo le sue rughe ma lei non lo capisce,
ha un cuore da fornaio e forse mi tradisce,
però Giovanna è stata la migliore,
faceva dei giochetti da impazzire.
E non c'è niente da capire.
Se tu fossi di ghiaccio ed io fossi di neve,
che freddo amore mio, pensaci bene a far l'amore.
È giusto quel che dici ma i tuoi calci fanno male,
io non ti invidio niente,
non ho niente di speciale.
Ma se i tuoi occhi fossero ciliege io non ci troverei niente da dire.
E non c'è niente da capire.
È troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi,
mi dicono che stai vincendo e ridono
da matti, ma io non lo sapevo che era una partita,
posso dartela vinta e tenermi la mia vita.
Però se un giorno tornerai da queste parti,
riportami i miei occhi e il tuo fucile.
E non c'è niente da capire


( Francesco De Gregori / 1974 )



A volte linee delle nostre vite si incrociano e si accompagnano per segmenti più o meno brevi o lunghi, ed è tutto lì.
Come mi dico sempre…
Come mi dico sempre, non affezionarsi all’idea che ci facciamo delle cose e delle persone, o per lo meno non esagerare nel dare valori impropri e sproporzionati per poi preparare la strada alle delusioni.
Anche se a volte è bene avvicinarci alle fiamme per non dimenticare che si può bruciare.
Intanto io non so bene dove andare ma so bene come arrivarci e il mondo fugge lampi di vita sotto forma di voci, volti, dialoghi, piccoli teatrini ambulanti, eventi, quotidianità,
il tutto come in un misto di folklore,
urbanismo ( proiezione di vita urbana e suburbana ) e tecnologia.
Mentre lavoro penso e i miei pensieri vengono interrotti dalle richieste esterne.
Mentre qualcun altro lavora c’è qualcuno che interrompe i suoi pensieri.
Mentre
Mentre qualsiasi cosa
Qualsiasi cosa sia
Mentre è la parola
Tutto si incrocia
Mentre…
Ecco l’immagine!
Tu stai lì a fare il tuo dovere, quello che la tua posizione di quel momento ti impone di fare, o anche solo i fatti tuoi….pensi, sei concentrato e ti distrai dal resto. Poi senti e vedi qualcuno.
Il resto ti distrae da te.
Un botta e risposta senza clamori.
Si
Va bene
Grazie
Ciao
( spesso con meno parole…)
Ecco l’immagine!
Segue una scia di colore , un fotogramma mosso e sfocato, suono di violini sfumanti, con la voce bassa, grave, intensa, incisiva e fuggente…
Un tiro alla sigaretta.
Come in un attimo infinitamente romantico e inutile.
E poi un chi se ne frega pieno di libertà sale col fumo.
E adesso mi fermo.
Esprimere i pensieri con le parole in questi casi anticipa errori e illusioni.
Mi ricorda il sogno del mio amico GUS.
Pensieri interrotti
Silenzio formale
Chi l’ha detto che bisogna trovare la morale nelle favole.
Io i libri li leggo sempre un po’ al contrario e il tuo inizio è la mia fine.
Pensieri interrotti
Raccolgo quattro idee in un pugno e le lancio lontano
1 2 3 4
1 2 3 4
1 2 3 4
1 2 3
1 2
1
?

sabato 30 giugno 2007

21:20

Il giorno se ne va liscio. Abbiamo festeggiato attese, soddisfazione e promesse per il futuro; intravisto aloni di incomprensioni un po’ lontano, nascoste implicitamente sotto sopracciglia stanche e insonni. Il giorno se ne va liscio.
Io vado via.
Torno a casa.
Prendo la metropolitana che sa di frigo rotto, sporco e affollato di cose inutili. Prendo la metropolitana e torno in stazione. Salgo sul mio pullman scomodo che non ha indicazioni sulla tabella, allora chiedo dove porta. Mi siedo in fondo e chiedo di nuovo.
Un ragazzo mi guarda stupito però mi conferma la destinazione. Non sembra sicuro, non della risposta che da, anche se giusta, più che altro di se.
Ha lo sguardo di un piccolo animale, come una faina, un po’ spaventato e in ansia per qualcosa. Come se lo avessi beccato nella tana, lì, in fondo al pullman. Poi noto un certo disordine sui sedili tra me e lui; sigarette e altre cose, non ricordo di aver focalizzato bene ma qualcosa non va.
Non va per nulla.
Il ragazzo cerca di farsi un buco al braccio sinistro, ma ancora non ci credo. Osservo bene ed è così.
Lui però è infastidito o per lo meno sembra avere vergogna; anzi, si preoccupa della mia vergogna penso, del mio giudizio o reazione.
Lui ha paura e io cerco di non averla.
Penso di non essermi detto stai attento o di essere entrato in panico. Ho pensato “ si farà la sua dose e poi si tranquillizzerà …non gli conviene far casini”
Ho pensato pure “ e se punta la siringa infetta?...impossibile… ci sono almeno trenta passeggeri e penso che abbia più timore lui di essere scoperto, e poi sono pronto…se si muove lo respingo a dovere, ma non si muoverà; se poi prova a seguirmi?
Sono calmo, strano, non ho paura, penso solo ai suoi possibili movimenti.
Strano non aver paura ma è così. Sento solo un grande senso di sdegno, sono infastidito e mi fa pena vederlo lì a un metro da me a farsi un buco.
Cerca di nascondersi come un bambino…ma l’innocenza non sembra esser salita con noi.
Poi passa avanti di un posto e continua il suo lavoro.
Forse non riesce a prendere la vena. La mano destra trema e spinge, e fa male pure a me. Sento appena la siringa che mi punge sul braccio.
Il silenzio della scena è protetto dal mormorio dei passeggeri…ignari.
Il pullman parte ma fa subito una fermata prendendo altre persone. Si avvicina un signore sulla cinquantina, vestito come un impiegato della compagnia di trasporti. Giacca e cravatta blu, camicia bianca con strisce sul celeste e fronte asciutta. Si sfila la giacca sicuro di sedersi ma ci ripensa.
È sbigottito dalla scena. Fa subito a girarsi e trovare un posto davanti a me, sul lato destro senza dare nell’occhio, per non destare reazioni nel ragazzo seduto subito a sinistra.
Mi guarda fisso come a dirmi “ Hai visto? ”
“ Guarda! Guarda cosa sta facendo! Che faccio? Che facciamo? Non dici nulla!? Ma non vedi!? ”
Io gli rispondo con uno sguardo un po’ indifferente.
Ho pensato già a tutto, ho pensato pure troppo, sono tranquillo, e passato pure lo stupore, lo sdegno no.
Mi guarda tremante, come a dirmi “ ma che succede? È come avere mio figlio a fianco e vederlo iniettarsi merda nelle vene! Io ho una vita tranquilla. Voglio tornare a casa dalla mia famiglia.
Ho paura.
Il mio sguardo indifferente gli dice un po’ che non succede nulla, coglione! Stai zitto e siediti. Stai tranquillo. Non agitarti e non mi guardare. Che vuoi da me? Non posso farci nulla, e meno facciamo meglio è per noi, per tutti. Non guardare deficiente. Siediti…
Pure a me dispiace la cosa ma non credo di avere la possibilità di fare altro. E non mi sento in colpa per questo. Con tutti i buoni principi che posso avere, non credo che adesso si possa fare molto.
È un drogato che si fa un buco sul pullman.
Anzi è un ragazzo disperato con una siringa in mano.
Mi fa schifo e non lo accetto, ma rimango per i fatti miei. Lui ha più problemi di me penso, e io non ne voglio altri. Non faccio l’assistente sociale, né l’eroe, e non ho sensi di colpa.
Il signore si siede preoccupato ma controlla il corpo con un certo rigore. Ogni tanto guarda, si volta sulla sinistra, poi guarda solo avanti.
Ogni tanto guardo pure io e il ragazzo sembra faccia lo stesso verso di me.
Osservo il suo braccio destro pieno di buchi, di strisce in rilievo come tagli, rosso sangue coagulato, come se avesse ancora gli aghi sotto pelle.
La scena fa rabbia e senso.
Andiamo avanti sull’autostrada, il sole illumina ancora ma il tramonto è vicino. Guardo dal finestrino le case, il verde ingiallito dei campi, l’azzurro che da sul grigio dell’orizzonte, all’improvviso un cimitero di macchine abusivo, ruggine e solitudine; escono dall’erba come teschi vuoti e senza idee, senza più ricordi, senza piloti e meccanici, si lasciano andare, verso la distruzione…come lui, proprio come lui…
Sono stanco e volevo riposarmi un po’ lungo il viaggio, avevo messo pure la sveglia sul cellulare, ma non mi sembra più il caso.
Devo stare sveglio e attento, non si sa mai…vinco il sonno e osservo. Un tizio al mio fianco sta usando un computer portatile, sembra non essersi accorto di nulla, oppure ha visto ma come è logico fa finta di niente.
Mi annoio.
Non ho nulla ne da leggere ne da ascoltare, si è fatto buio e la stanchezza si fa sentire.
Decido di dormire un po’.
Riapro gli occhi quando ormai siamo arrivati in città.
La mia fermata è la penultima, a tre minuti dal capolinea. Forse sono entrato un po’ in paranoia. Decido di alzarmi alla fine per non sostare in piedi nel corridoio, e soprattutto per non dare le spalle al ragazzo. In fondo meglio essere un po’ prudenti…
Scendo.
Attraverso la strada e mi accendo una sigaretta.
Il bus entra in curva ed io da sotto i portici do un’occhiata al ragazzo. Forse è in pieno sballo.
Proseguo. In città non si vede molta gente.
Mi avvicino alla macchina. Suona la sveglia sul mio telefonino.
Sono le 21:20
Ho fame e sonno.
Domani è un altro giorno.
Per tutti.

lunedì 25 giugno 2007

Mi dimentico

Mi dimentico di quello che non ha importanza

( memoria intelligente )

Mi dimentico di dare importanza a molte cose

( stupida balordaggine )

Mi dimentico di mettere ordine in camera e nei miei pensieri, perché la mia camera, lo so, è una piccola proiezione della mia mente; è in ordine? Le cose hanno un senso sopra la superfice.
È in subbuglio? Tutto ha senso ma è come magma che si rimescola sotto il vulcano; sa cosa fare ma non può farlo. È irrequieto, si muove e non trova soddisfazione, non ha senso stare dentro.
Poi esplode
Distrugge
Brucia
Rende fertilità
Il futuro ha bisogno di sacrificare il passato a volte….

Dissi : “ se un giorno andassi via cominciando a vivere come non faccio? Spesso cerco di farlo, ma se ci riuscissi per un periodo di tempo più lungo?
Cosa ne verrebbe fuori?
La vita di un altro? Una vita parallela?
Forse nulla di ciò
Confermo…avrei preso in giro qualcuno ma soprattutto me stesso per un po’...il che non per forza è sbagliato.

Mi dimentico del tuo volto
Delle tue piccole rughe
Mi dimentico della tua compagnia
Degli amici
Di aver bisogno di qualcosa o qualcuno
Mi dimentico ed è bello
Mi dimentico e trovo molto sensate le cose nuove
Novità
Stupore
Aria decisa e soddisfatta

Mi dimentico che fra poco devo uscire
Mi dimentico di scrivere sul mio blog
Di parlare col mio blog
Anzi di lasciarlo parlare
Lui butta sassi nel mare e spero non gli si pari mai contro qualche sub alla deriva
Come dice Vinicio ( Capossela ), è bello andare a fondo, ma per andare a fondo si deve per forza di cose sprofondare.

Mi dimentico di soffrire
E per distrazione m’innamoro o giù di lì
Qualcuno si innamora di me ma non è la stessa persona
In fondo nessuno voleva innamorarsi
Per distrazione si dice di no o di si
Mi dimentico pure di rispondere e ce l’hanno con me
In fondo io, aspettavo qualche risposta…non volevo restare zitto
Ma poi mi sono dimenticato cosa aspettare
E non aspetto più
Spero di non ricordarmelo

domenica 10 giugno 2007

Come ai vecchi tempi ( dedicato a Noix )

Il punto di partenza forse ce lo siamo dimenticato…
L’obbiettivo non è mai troppo chiaro.
Come diceva De Andrè “ l’unica ragione del viaggio…viaggiare ”
Oppure, un po’ egoisticamente, partiamo da noi stessi per arrivare a noi stessi.
Nel mezzo l’esperienza
Nel mezzo c’è la virtù
Nel mezzo la ragione d’essere
Nel mezzo tra le tante cose c’è l’amicizia, quella vera
Alcune si perdono lungo la strada
A volte fa male
A volte di meno
…………………
Solito locale
Quello storico
Che ti senti a casa
Che si sta bene così
Parliamo del futuro con gli occhi del presente
Il passato è bello e non fa male
E se fa male non ci rende tristi
I Velvet Underground suonano a tutto volume
La mente, il cuore, la voce sono come devono essere
Strada del ritorno
Deviazione per il solito angolo nascosto dal buio, lontano dal mondo ma molto più vicino a noi e i nostri sogni
Sdraiati sull’asfalto il nostro cielo è lì
Il nostro angolo di libertà, l’orizzonte sempre benevolo e inquieto.
Come ai vecchi tempi ma senza le stelle

lunedì 4 giugno 2007

Piccolo piacere segreto

Uno dei miei film preferiti è “ Il favoloso mondo di Amelie ”.
Ricordo soprattutto le scene dove lei guarda, accarezza, tocca, sente le cose, oggetti o situazioni…ecco, il mio mondo è anche un po’ così; fatto di particolari nascosti, piccoli piaceri e piccoli dolori che non si possono spiegare.
Uno incredibilmente stupido e normale ma che per me assume valore differente è il momento in cui qualcuno scrive qualcosa.
Un gesto che si ripete chissà quante volte nel quotidiano, che vedo fare ma che ogni volta mi fa sentire piacevolmente in attesa di qualcosa, che non so cos’è e che spesso non vale più dell’attesa.
È quasi da psico-analisi, e qualcuno me lo sa pure spiegare forse, ma tanto non cambia molto.Resto lì a guardare, attento, sospeso, aspetto…seguo con lo sguardo e penso altrove..
Forse non importa tanto cosa viene scritto ma come; cioè all’inizio mi attira il motivo, lo scopo, il tema e sono curioso di sapere, poi diviene secondario…capisco che in quel momento qualcosa viene fissato su un foglio, un registro, un modulo e muoio dalla voglia di vedere cosa c’è scritto e con quale scrittura…
Le ricette dei medici, i documenti da firmare, i moduli, le ricevute di ritorno delle lettere…
Che a volte tornano e sono quasi mute, altre non tornano più e cerchi qualcosa da leggere che ti dia una certificazione di cose reali che sembrano non volere entrare in testa.
I romanzi sono tutti stampati e sono chiusi in contenitori freddi.
Le calligrafie, le sbavature, la ruggine delle spille, schizzi appena abbozzati, macchie d’acqua su inchiostri malinconici che sembrano foto di lacrime senza occhi, carte ingiallite con dignità, cose che credevi perse sono ancora lì, nascoste, ma sono ancora vive.
E io lungo un brivido di piacere cerco e non so cosa cercare, osservo ma vedo altro, vado e forse non mi muovo affatto.