giovedì 11 ottobre 2007

The dust blows forward 'n the dust blows back



There's ole Gray with 'er dove-winged hat
Threre's ole Green with her sewing machine
Where's the bobbin at?
Tote'n old grain in uh printed sack
The dust blows forward 'n dust blows back
And the wind blows black thru the sky
And the smokestack blows up in suns eye
What am I gonna die?
Uh white flake riverboat just flew by
Bubbles popped big
'n uh lipstick Kleenex hung on uh pointed forked twig
Reminds of the bobby girls
Never was my hobby girls
Hand full uh worms and uh pole fishin'
Cork bobbin' like uh hot red bulb
'n uh blue jay squeaks
His beak open an inch above uh creek
Gone fishin' for a week
Well I put down my bush
'n I took of my pants 'n felt free
The breeze blowin' up me 'n up the canyon
Far as I could see
It's night now and the moon looks like uh dandelion
It's black now 'n the blackbird's feedin' on rice
'n his red wings look diamonds 'n lice
I can hear the mice toes scamperin'
Gophers rumblin' in pile crater rock hole
One red bean stuck in the bottom of uh tin bowl
Hot coffee from uh krimpt up can

Me 'n my girl named Bimbo Limbo Spam


( Captain Beefheart / Trout Mask Replica 1969 )


Giornata ruvida, umida di sensazioni, che ti porta ad andare fuori, e seguire il vento e i suoi fili dorati
Clep
Colori solidi su cui vorresti mettere le mani per modellare fregi
Clep
Mani che si fanno spugne, che ingorde vogliono assorbire e tingersi
Clep
Come in un gioco
Clep
Per sentirsi vive
Clep
Dita come spatole, con unghie che graffiano sul grasso e disegnano linee fantastiche e sognanti
Clep
Che non hanno direzione
Clep
Linee che le senti sulla pelle come un massaggio
Clep
Profumo di caffé
Clep
Profumo mmm… di colazione al forno
Clep
Contrasti quotidiani
Clep
Momenti piacevoli e morbidi
Clep
Attacchi isterici e scellerati
Clep
Poi troppi caffé
Clep
Nervoso per niente, ma pur sempre troppi caffé
Clep
Tam-Tam interrotti da echi di altri Tam-Tam di un unico formicaio umano
Clep

Tam-tam
Tram Tram
Blem Blem

Clep
Ancora caffé
Clep
Giro, rigiro, vado di qua e di là
Clep
E tu lo stesso
Clep

Incroci, circostanze, casualità
Clep
Intrecci infiniti dove camminare
Clep
Che ingrossano le maglie fino a inghiottirti
Su e giù ma non ne esci
Su e giù
Clep
Un attimo e sei fuori
Un attimo e non sai quanto dura
Clep
Poco
Pochissimo
Clep
Ti vedo
Clep
Sono di nuovo tra i filamenti
Clep
Cerco di uscire e tu non ci sei più
Clep
Sei dentro!
Crashhhhhhhh…...










martedì 9 ottobre 2007

Flashback



A volte ritornano
A volte sono i fantasmi del passato e non fanno paura
E più che fantasmi sembrano sopravvissuti malconci
Oppure come lampi che infrangono le barriere dimensionali, vengono dal futuro, come strane anticipazioni
A volte ritornano e non vuoi sia così
Perché pensavi di aver dimenticato, pensavi che il tempo aveva fatto il suo dovere, ma lo spazio poi, ti ha tradito di nuovo
A volte ritornano ed è un piacere
Anche per poco, magari…
Ma meglio così
Poi ti accorgi che non ritorna proprio niente
È solo apparenza
Si, ritornano, vengono, non sanno cosa dire o sono troppo sicuri di se
Ritornano e non sai cosa dire
Cosa sentire
Freddo caldo stupore indifferenza gioia cinismo scusami ho da fare altro
A volte ritornano con la marea alta
E sono solo relitti inutili che non devi permetterti di guardare con nostalgica attenzione
A volte ritornano solo a metà
Metà di quello che era, che doveva essere e che aveva senso allora
Non c’è nulla di triste in tutto questo
È soltanto patetico non accettare le cose anche se fa male
A volte ritornano
Ma solo a metà
E se ne vanno col niente addosso, che pesa più di ogni sconfitta, più di tutto
Col niente addosso come cani scemi in cerca di padroni
Col niente addosso, dentro, sotto i piedi, sotto braccio
Col niente addosso e non è una bella vista
Un brivido mi scuote
Mmm… no, no…
Non è niente
Niente

sabato 6 ottobre 2007

Gold Cross

domenica 30 settembre 2007

Il vuoto

Non so da che parte cominciare
ENIF al ivort is ertap ehc ad os noNon so da che parte si trovi la FINE
E manco m’importa!
TUTTO diventa pesante, NIENTE invece conquista importanza, CREDITO, nulla è più affascinante.
Madame Routine mi guarda dall’alto della sua spavalda sicurezza, fumando una sigaretta e tirando d’un fiato tumbler di whisky senza ghiaccio, senza soffrire il bruciore dell’alcol, senza sudare emozioni, mi guarda, mi scruta. Poi fa un cenno al croupier senza un occhio e riempie l’aria di grigio-blu e monossido di carbonio. Fa una smorfia di sdegno, chiede altro whisky e scompare in una porta di perline rosse e bianche, vecchie di almeno 50anni ma che per lei possono durare ancora una stagione.
Un’altra stagione se ne va, un’altra viene e speriamo bene.
PUNTUALMENTE ho sbagliato previsioni, molte cose sono successe, molte no, molte sono arrivate tardi o hanno sbagliato indirizzo e il mio è sempre quello da troppo tempo.
Ho sbagliato previsioni e si affaccia l’autunno, un temporale sorprende la mia t-shirt e mentre tutti SCAPPANO sorrido e mi bagno.
Tra la folla vedo il Professor Rammarico, fallito di professione e menagramo per indole, con cui ho litigato a morte perché ho la faccia con troppi sorrisi, tendente al poco serio e al frivolo, col mio pensiero più bello altrove e la felicità nel terzo occhio.
La strada si svuota
La folla aspetta lo stress di domani
L’aria si fa buia
Il cielo scompare nel viola
Lo spazio si fa comodo e solitario
Assorbo invasioni barbariche senza filtro fino all’orlo, poi non ce la faccio più.
Devo svuotarmi
La città, i palazzi, gli occhi, le prospettive di piani regolatori sballati, vite quotidiane confuse convinte di aver vinto sulla loro storia, giochi di società incompleti, Monopoli con IMPREVISTI e PROBABILITA’ uguali identiche , Risiko con troppi carri armati, Nazioni illegali e Democrazie fantasma.
La loro saggezza arresa e il mio sogno di vita natural durante morente e fiero.
Ciclicamente, ma con distanze irregolari, arriva il momento di trovare il vuoto.
Il vuoto di un giorno senza ispirazioni.
Il vuoto di un blog che per ora sembra l’unica forma di scrittura che riesco a tirar fuori da me.
Il vuoto di una notte insonne, con l’anima che si strazia in silenzio, si fa a pezzi, si strappa gli occhi e la pelle e poi magicamente si da forza e coraggio.
Il vuoto di un cuore intossicato da una vita malsana, che cede spazio alla pietra.
Il vuoto dei polmoni che tirano e sbuffano cenere.
Il vuoto dell’insoddisfazione che mi spinge a trovare la perfezione e la bellezza intrinseche delle cose.
Il vuoto positivo.
Il vuoto sinonimo di leggero, puro e intoccabile.
La potenza della non materia.
Ho bisogno di svuotarmi e di svuotare le cose. Levare il grosso inutile per capire ciò che appartiene alla mia realtà.
Riparto sempre da zero. E meno cose ti porti addosso meglio è.
I viaggi vanno affrontati con bagagli minimi e il cervello libero.
Allora s-vuoto
S-vuoto i volti delle persone, li privo della loro storia e li affronto nella pura quotidianità.
S-vuoto gli sguardi, per primo il mio, per vedere dietro gli specchi.
S-vuoto le domande che sono come matrioska , piene di pensieri e doppi sensi, più piccola è la bambola più cattiva è la domanda.
S-vuoto le risposte che devo dare e che mi danno.
S-vuoto l’ordine costituito delle vostre istituzioni che chiamate personalità, personaggi, persone, e affanculo piano piano, uno alla volta, non spingete, senza affanno, ci siete tutti.
S-vuoto il paesaggio, correndo il più possibile, cercando l’orizzonte opposto.
S-vuoto il crimine della vostra saccenteria con la mia beata ignoranza.
S-vuoto il lavoro del suo peso sconfitto con brillante dinamismo.
S-vuoto le tasche e non ci trovo molto.
S-vuoto le mani, batto via la polvere, levigo le linee e le rughe, e le rimetto in tasca perché non ho nessuno da accarezzare.
S-vuoto il cuore con un crampo e un respiro affannato.
S-vuoto la mente da tutte le patologie, da tutte le incomprensioni, e diventa una camera oscura.
Sviluppo una foto di quello che non vedi, fatta di bianco lucido senza figure o linee.
E non te la mostrerò mai, perché lo so che non ci credi e poi mi dici che non c’è nulla da vedere.
Quello è il vuoto.

venerdì 24 agosto 2007

Cosmia





When you ate I saw your eyelashes
Saw them shake like wind on rushes
In the corn field when she called me
Moths surround me, thought they'd drown me

And I miss your precious heart
And I miss your precious heart

Dried rose petal, red brown circles
Framed your eyes and stained your knuckles
Dried rose petal, red brown circles
Framed your eyes and stained your knuckles

And all those lonely nights down by the river
Brought me bread and water, water in
But though I tried so hard my little darling
I couldn't keep the night from coming in

And all those lonely nights down by the river
I was brought my bread and water by the kith and the kin
Now in the quiet hour when I am sleepin'
I cannot keep the night from comin' in

Why've you gone away
Gone away again
I'll sleep through the rest of my days
If you've gone away again
I sleep through the rest of my days
And I sleep through the rest of my days
And I sleep through the rest of my days

Why've you gone away, away
Seven suns, seven suns
Away, away, away, away

Can you hear me, will you listen
Don't come near me, don't go missing
In the lissome light of evening
Help me, Cosmia, I'm grieving

And all those lonely nights down by the river
Brought me bread and water, water in
But though I tried so hard my little darling
I couldn't keep the night from coming in

And all those lonely nights down by the river
I was brought my bread and water by the kith and the kin
Now in the quiet hour when I am sleepin'
I cannot keep the night from comin' in

Beneath the porch light we've all been circling
Beat our dust hearts, singe our flour wings
But in the corner, something is happening
Wild Cosmia, what have you seen

Water were your limbs, and the fire was her hair
And then the moonlight caught your eye
And you rose through the air
Well, if you've seen true light, then this is my prayer
Will you call me when you get there

And I miss your precious heart
And miss, and miss, and miss
And miss, and miss, and miss, and miss, and miss your heart
But release your precious heart
To its feast, for precious hearts


( Joanna Newsom / Ys 2006 )


Di che cosa è fatta la vita?
Come si guarda?
Che forma ha?
Non c’è, credo, nulla di lineare, nonostante mi sforzi di portarla per mano, lei mi sfugge quando meno me l’aspetto e mi porta via verso campi inediti e sobborghi dove miseria e genio mangiano nello stesso piatto e guardano dalle stesse finestre. Non c’è nulla di lineare nella mia vita e quando lo diventa si ribella e vola via.
Siamo come bambini che giocano con il pallone attaccato a un filo sottile , ognuno con il proprio coloratissimo gioco fatto di nulla, colori cangianti sotto il sole gonfi di elio e fantasia.
Ognuno è innamorato del suo gioco e cerca di mantenere un proprio spazio correndo nel campo incoscientemente, folli bambini che se cadono non si fanno male oppure piangono per nulla, e litigano per ancora meno.
E poi via!!!
Tutti i palloni per aria
Chi piange, chi ride, chi corre, chi cade e non si rialza più, chi torna indietro e sbaglia gonna, chi va avanti e non tornerà più.

Why've you gone away
Gone away again
I'll sleep through the rest of my days
If you've gone away again
I sleep through the rest of my days
And I sleep through the rest of my days
And I sleep through the rest of my days


E il pallone esplode ma non si vede e non fa male e crediamo che prima o poi scenderà, si stancherà.
Questo si che è un ragionamento lineare…
Niente è lineare se non lo dice Ma’ e Pa’ e il tutto non sembra nemmeno tanto speciale.
Di che cosa è fatta la vita?
Di su e giù, di venti forti e brezze sottili, di aria che ti ammala e aria che ti accarezza.
Instabilità routinaria forse rende un po’ il senso della mia.
Stupidamente cerco cose nuove che diventano routine e voglio sfuggirle.
Croce e delizia, senza concludere nulla e forse ho fatto molte cose e non me ne sono accorto; in realtà ogni cosa passa e diventa inutile, senza quella nuova.
Siamo tanti, troppi, pochi quelli con cui vogliamo stare e la lontananza è pure un bene.
Come una piccola farfalla selvaggia nel vento, con il cuore da leone e il corpo fragile.
Nel vento vola forte più forte che può, come per prendere la vita che non riesce a vedere.
Di che cosa è fatta la vita?
Come si guarda?
Che forma ha?
Vola forte, fortissimo, fino allo stremo delle forze, delicato suicidio, con gli occhi impenetrabili.
Vola forte, fortissimo, fino allo stremo.
Perché sente di andare


And I miss your precious heart
And miss, and miss, and miss
And miss, and miss, and miss, and miss, and miss your heart
But release your precious heart
To its feast, for precious hearts


Poi rimane un guscio vuoto
Senza respiro
Senza vita
Senza quello che cercava
E nessuno sa se l’ha trovato

Spero di si

E a Ma’ e a Pa’ non lo dirò mai che angolo guardavo quando sembravo solo distratto, che mi sentivo bene nel giardino, che avevo il sangue tra le mani, che faceva male ma era un dolore solo mio, come una gioia che gli altri possono solo deridere, che guardavo la TV e sentivo la morte, che ero troppo piccolo per questo e lo sapevo bene, e non mi rendevo conto di come il tempo scherzava con me ed è solo un concetto relativo.
E che sono volato via tanto tempo fa

Di che cosa è fatta la vita? …bo!

sabato 18 agosto 2007

Black album

Tra il dire e il fare


Tra il dire e il fare ci sono io che farnetico parole crociate, crociate di parole che lottano per un dio a tempo determinato, gente confusa che parla a vanvera, stralci di sogni interrotti, segmenti di vita perduti, ricordi da non ricordare, pensieri che vengono schiacciati dal passato e dal futuro e rimangono senza presente, occhi che supplicano bugie perché sanno di mentire, ma lo chiedono nel modo più sincero che conoscono, gente che lavora per divertirsi, gente che ha come lavoro il divertimento altrui, persone in bocca ad altre persone, che fanno, dicono, e mostrano cose solo per il piacere di altre bocche, menefreghisti senza bussola, emigranti dell’anima sempre pronti a partire, inguaribili romantici col polso duro e il letto morbido, una nuova vita, una nuova città, una nuova storia vecchia e risaputa, e poi ci sei tu, che non so nemmeno chi sei, se ci sei e forse non sei nemmeno tu.

mercoledì 15 agosto 2007

White album

martedì 7 agosto 2007

Invisibile

Vado in un bellissimo posto che è solo mio
Vado in un bellissimo posto dove nessuno mi vede
Dove nessuno mi può trovare
Dove nessuno sa cosa si dice
Dove le parole sono come il silenzio
E il silenzio dice tutto
Vado in un bellissimo posto
Che è come un inferno
Dove posso bruciare in pace e sentirmi in paradiso
Ed è strettissimo
Giusto lo spazio di una posizione fetale
Dove tutto ricomincia e finisce
Vado e il mio sorriso è altrove
Con gli occhi chiusi vedo tutto e sono ormai invisibile
Vado dove non posso raccontare di essere stato
Dove non posso chiamare nessuno perché nessuno mi sente
Vado in un bellissimo posto fatto di nulla, dove c’è tutto quello che ho bisogno
Vado in un bellissimo dove
Senza un perché
Senza un quando
Senza un chi o un cosa
Senza domande
Senza spiegazioni
Senza parole
Vado in un bellissimo posto ed è solo mio
È solo mio

lunedì 6 agosto 2007

Sospesi per un attimo


È solo un trucco
Un’illusione
Niente di vero, soltanto molto verosimile
Sappiamo che non può essere vero, ma continuiamo a guardare, a cercare di capire qual è il limite, il confine. Dove finisce la realtà e comincia la fantasia e la suggestione.
Un trucco, ben fatto però.
Un attimo di sospensione, dove possiamo galleggiare un po’…
Come è capitato ieri
La gente intorno a me e io tra di loro
E mentre si facevano leggere le mani al buio ci siamo sentiti tutti bene, perché non sapevamo con chi ci stavamo confrontando, e con chi abbiamo parlato…
“ Io non ci credo ” continuavo a dire.
“ Io non ci credo ” ma continuavo a leggere.
È solo una questione di trucchi nella vita
Ognuno ha i suoi
Ed io che non sono niente di speciale mi diverto a regalare quello che non ho