venerdì 21 dicembre 2007
martedì 18 dicembre 2007
Il suonatore Jones

In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.
Sentivo la mia terra
vibrare di suoni, era il mio cuore
e allora perché coltivarla ancora,
come pensarla migliore.
Libertà l'ho vista dormire
nei campi coltivati
a cielo e denaro,
a cielo ed amore,
protetta da un filo spinato.
Libertà l'ho vista svegliarsi
ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze
a un ballo,
per un compagno ubriaco.
E poi se la gente sa,
e la gente lo sa che sai suonare,
suonare ti tocca
per tutta la vita
e ti piace lasciarti ascoltare.
Finii con i campi alle ortiche
finii con un flauto spezzato
e un ridere rauco
ricordi tanti
e nemmeno un rimpianto.
( Fadrizio De Andrè / Non al denaro, non all’amore ne al cielo 1971 )
Mi bruciano gli occhi perché non ti vedo
E ora rimane solo terra arsa e pietre e polvere
E più mi allontano e meno sento di aver capito qualcosa
E più mi allontano più nel petto si confondono i miei dolori
Non toglietemi mai quella voce roca
Quel ridere rauco
Quello sguardo deciso
Non toglietemi nulla di tutto ciò
E poi mi fu tolto
Fa male chiamare le cose ricordi
Fa male non avere rimpianti
Fa male suonare senza avere nessuno che bada alle tue povere note
Fa male cercare di spiegare le tue povere note
Fa male e ci si abitua
Fa male abituarsi al dolore
Tanto che non te ne accorgi nemmeno
Tanto che non senti più niente
Solo le tue quattro inutili note
lunedì 17 dicembre 2007
Il suonatore d’ossi

Il suonatore d’ossi se ne sta fermo sul bordo del mondo, a contare i centesimi, ad aspettare la luna, cercando di non sentire il freddo, cercando di non fare sentire il suo silenzio…così ricomincia a suonare.
Batte colpi su strumenti improbabili, soffia il suo respiro in flauti bianco sporco, alza cenere da sotto i piedi e brilla gli occhi attraverso una nuvola grigia che sa appena di morte…e suona, suona per coprire il silenzio, per alleggerire le parole seminate a vanvera nel vento.
E il vento soffia forte e porta con se il mendicante sul suo nuovo carro d’argento, accompagnato dalle bambine cattive, svezzate subito, piene di voglie e sazie di niente.
Ancheggiano eleganti, lui con gli stracci messi a nuovo, quelle altre con gli occhi carichi di orgoglio.
Le caramelle si pagano
Ogni gioco nuovo ha le sue regole
Costa caro rinunciare
La felicità ha sempre un prezzo
La dignità muore sotto un sorriso
Come animali alla moda si ubriacano di colori che non hanno avuto mai
E vanno avanti e indietro, con gli occhi lucidi e nelle tasche teste di galline appena sgozzate.
Poi svaniscono con le loro idee malate, sempre convinti di stare in testa al mondo
Suonano ancora gli ossi
E il suonatore gli dà giù più forte
Suona gli ossi, i ricordi, quello che la materia porta con se, che lui sa trovare e dare voce…anzi suono
Suona per restituire qualcosa al mondo
Come fosse la sua offerta sacrificale
L’ultimo sforzo per cui la sua vita abbia senso
Poi trova un buco sulla tempia
Si gratta un pensiero e con l’unghia ad uncino rotola nel cranio…
Il vento gli soffia dentro e il suonatore scompare per sempre
Non rimane altro che un cumulo d’ossa suonanti cadute male in un vello scuro
Un suono e niente più
Un suono che riecheggia ogni volta che c’è vento
Il re dell’ovvio ( pensierini )
Forever young

May God bless and keep you always,
May your wishes all come true,
May you always do for others
And let others do for you.
May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.
May you grow up to be righteous,
May you grow up to be true,
May you always know the truth
And see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
Stand upright and be strong,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.
May your hands always be busy,
May your feet always be swift,
May you have a strong foundation
When the winds of changes shift.
May your heart always be joyful,
May your song always be sung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.
( Bob Dylan / Planet waves 1974 )
Non avremo mai voluto smettere di credere di avere 20anni
E fare i conti alla rovescia
Guardare le scadenze, tirare somme su somme, e guardare annoiati i sorrisi della gente
Non avremo mai immaginato che certe cose diventassero perdita di tempo
Non avremo mai voluto essere schiavi proprio del tempo
Non avremo mai voluto contarci gli anni
E finire ad amare le storie altrui, i figli del vicino, il sabato in TV, la domenica sul divano.
E viziare animali maliziosamente fedeli, ammazzare hobby per poi buttarli in garage seppelliti in scatoloni anonimi, buoni solo a prendere polvere.
Non avremo mai voluto guardarci allo specchio e vedere la nostra faccia gonfiarsi, la pelle cambiare aspetto, vederla incavarsi o pendere senza controllo, e i nostri occhi perdere luce e voglia.
Pensare casomai ad un ritocco, una cura, un amante più giovane o un viaggio al merito.
Questo è quello che non dite
Che non vi sentite di dire
Quello che è troppo difficile da ammettere
Troppo difficile quando non ci si fa più domande per darsi delle risposte, ma si salta direttamente alle conclusioni, banali e di convenienza, vestite di coraggio e praticità.
Questo è quello che non vi dite e che non vi vorreste mai sentire dire
Spero sempre…
Per non guardare le battaglie ragionando sulle vittorie e sulle sconfitte
Aspettando che ne venga un’altra
May you stay forever young
sabato 8 dicembre 2007
On / Off

Una pillola per andare oltre, una per un passo indietro, una pillola per me e una contro me stesso…
Ingoiare una pillola e sentirsi un nodo alla gola e un esplosivo pesante nello stomaco, che prima o poi arriva. E poi andare troppo veloce per capire il momento e pensare sempre ai 10 secondi appena passati, con quelli successivi che si accavallano e poi il panico e poi ridere a non finire e tornare seri quando il mondo è una visione bizzarra e grottesca. Avere le dita di burro e la forza di un comatoso, poi lo scatto lucido per prendere qualcos’altro, con il volto deciso e un ghigno famelico.
Pillole color pastello, dall’aspetto farmaceutico e innocuo. Amici fantasmi che passeggiano come corvi vestiti chic, e domande lette sopra i labiali sempre meno comprensibili.
On Off > Acceso
On Off < Spento
On Off On Off On Off On Off
Una pillola per soffrire diversamente, per prendere in giro il suicidio con il sonno, per non spiegare niente a nessuno, perché non c’è più niente da spiegare, ne da raccontare.
On Off
venerdì 7 dicembre 2007
Torre medievale

Sulla torre medievale c’è una luce accesa, una mansarda con un salotto, una vetrata che si affaccia nella sera con un giro di 360 gradi, che guarda i vicoli autunnali sapidi di umidità e foglie colorate, con mura antiche e cipressi alti e sicuri.
C’è una figura che si muove fluida come in un pezzo jazz, che ora prende un buon bicchiere di vino e si siede sotto il mobile di una libreria. Trova un pacchetto di sigarette e dei pensieri sparsi in solitudine.
C’è un appuntamento imprevisto che non sa di attesa e un’aria allegra che mette tutti i pezzi del puzzle al loro posto; e un pianoforte di mezzanotte che strimpella e batte i vetri come a dire che non è mai tardi, mentre i marinai senza nave vanno a dormire con una birra di troppo e i cani senza padroni vagabondano ancora sotto la luna.
Sulla torre medievale c’è un sogno di pace dopo una giornata di lavoro e un cielo scuro che non fa paura, anche se forse verrà a piovere, mentre fuori il mondo è uno schifo e non ci si può permettere il lusso di essere sinceri a meno che non si decida di essere scomodi…
giovedì 15 novembre 2007
Di a da in con su per tra fra

Di noi potranno dire tutto…sai, poi… a chi interessa sapere la verità? Siamo tutti chiusi in un egoismo che ci fa stupidi e contenti. Ognuno con la propria idiozia, quella bellezza relativa, quel so io com’è, se ne va camminando alzando gli occhi su questo e quello, sentendosi il più vero. Vorrei per una volta chiarirmi vita mia, che lo so già com’è, che non mi devo preoccupare, darti del tu e dirti che tra di noi non è mai stato un gioco, anche se l’ho fatto a posta. Ma io non sono bravo a farmi capire, sbaglio e ci rido sopra, faccio bene e voglio di più, sogno e non so mai se mi sono svegliato. Lei non mi capirà mai, lo so. Io non ci provo a capirla anche se già so come va…ma noi lo sappiamo che fra il bene e il male vale la pena di provare.
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