giovedì 12 marzo 2009

Proclame



Scesero dalle montagne i poeti, tutti vestiti da impiegati, senza corone d’alloro o niente addosso che poteva distinguerli. Scesero dalle montagne come uomini e donne comuni, come a dire che la loro generazione eletta viveva e soffriva negli stessi meandri quotidiani dell’umanità. Senza bandiere, con le loro cortecce cerebrali che cercavano rime e parole colte, volevano dimostrare la loro arte, stupire gli stupidi. Volevano far parte della rivoluzione con la parola.
Scesero dalle montagne, ma più che altro, scesero dalle nuvole, con le loro cortecce cerebrali impolverate da vecchi testi classici o al massimo dell’800. Scesero e non si accorsero del tonfo. Sensibili e inutili. Armati di parole senza forza.
Questa è terra per contadini!
Questa è terra per imprenditori avidi e pragmatici!
Questa è terra per politici corrotti!
Questa è terra per poeti vivi!
Non è terra per poeti morti in vita come voi! Non è vostra questa rivoluzione! Non è vostro questo tempo!
Scesero dalle montagne cercando di illudere le folli del loro valore, ma in questo ci riuscivano meglio i politici, gli imprenditori e gli uomini di chiesa.
Tutti falsi ma più convincenti; e chi convince, vince.
Questo non è tempo per carta straccia!
Questo non è tempo per vecchiume filosofico o culturale!
Questo non è tempo per muovere le masse!
Questo è tempo per salvare i capitali!
È tempo di sacrificare l’agnello clonato!
Questo non è il tempo delle Maddalene da convertire.
Questo è il tempo di caino.

Nessun commento: