domenica 10 agosto 2008

I papaveri muoiono sotto il grano


Hai mai visto persone felici? Hai mai visto persone innamorate? Felici di esserci e innamorate della vita, anche se non è sempre il massimo. Ci sono le formiche, le cicale e poi ci sono le persone innamorate. Quelle che si innamorano sempre, anche per una sciocchezza, che si piegano come le formiche e cantano come le cicale. Che hanno il sudore al posto delle lacrime, che hanno la pioggia al posto delle lacrime, che se piangono, piangono per davvero, e li, non ci puoi arrivare. Che se ridono, ridono per davvero, e li, non ci puoi arrivare. Che sono come un ventaglio e un paio di occhiali da sole, che sono come un martello e due chiodi in bocca, che sono come una chitarra e un bicchiere di vino buono, che sono sempre li, pronti ad essere pronti. Sempre li, pronti ad andare lontano. Sempre li e contenti di restare. Ogni pena è una ruga e ogni ruga scava un sorriso in volto.
Hai mai visto persone felici che non hanno religioni, credi o sogni troppo grandi? Hai mai visto quelli che si perdono nelle piccole cose e sembrano eterni bambini? Li trovi li, come i papaveri sotto il grano. Persi nella filiera della produzione. Nella grande catena. Sono lì a colorare il campo di punti rossi. Persi nell’oro a buon mercato. Persi nella società della pop-art. Che quasi non ci fai caso, ma ci sono. Che si ammalano e nessuno se ne cura. È dura essere quello strano. È dura cercare di adattarsi. È dura essere fiore di campo e non fior di grano.

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